Ci sono tanti aspetti inquietanti nella vicenda di Berlusconi e nel fenomeno del
berlusconismo. Politici, storici, psicologi sociali, psicoanalisti avranno modo
di occuparsene in modo rigoroso ed
approfondito quando Berlusconi uscirà di scena e la lunga e nefasta influenza
della sua leadership e del suo potere economico e mediatico cominceranno a ridursi
(sempre che quell’influenza e quel potere non continueranno ad agire cambiando volto e forma).
C’è un lato
della questione che oggi mi colpisce molto come psicologo clinico. La capacità
di Berlusconi di negare, l’atteggiamento mentale con cui si è rapportato e si
rapporta ai riscontri di fatto e di
giustizia che si sono stati e gli sono contestati. Merita e meriterà di essere studiato e compreso il suo modo di
fare, di parlare di atteggiarsi quando per es.
nel video messaggio successivo alla definitiva sentenza di condanna
nella Cassazione o in altre occasioni in cui
ha proclamato la propria innocenza. Il tono di voce fermo ed indignato,
lo sguardo fiero, la mano sul cuore, un
discorso che non entra nel merito dei fatti ma si pone l’obiettivo di
teatralizzare il ruolo dell’innocente. Berlusconi non ha certo inventato, ma ha
esaltato e diffuso, una linea di reazione alle contestazioni giudiziarie e ai
riscontri della realtà sociale, basato
sulla negazione e sulla proiezione all’esterno delle responsabilità.
“Anche quando finge una commozione che
non sente – scrisse
Indro Montanelli – quella commozione ad
un certo punto diventa vera perché finisce per commuoversi di se stessa. Le
lacrime di Berlusconi possono essere un inganno per chiunque meno che per
Berlusconi. A quello che dice e fa,
anche se lo dice e fa per calcolo, Berlusconi ci crede … La scena sa tenerla da
grande attore: se gli dessero da recitare l’Otello sarebbe capace, per dare più
verosimiglianza al cruento finale , di sbudellarsi veramente e non per finta
sul corpo esanime di Desdemona …. Nella
parte della vittima, quella che i napoletani chiamano del ‘chiagne e fotte’ è
imbattibile. Forse qualcuno capace di ‘fottere’ come lui ci sarà. Ma nel
‘chiagnere’ non c’è chi lo valga”.
Berlusconi ha
fatto scuola, ha portato il ricorso alla negazione e al diniego ad un livello particolare di efficacia e di
visibilità. Lui non ha compiuto gravissime
frodi fiscali, lui non ha fatto mai niente,
sono gli altri ad essere cattivi e persecutori nei suoi confronti.
Berlusconi ha
ben cinque procedimenti pendenti: due già arrivati a condanne in primo grado
(sette anni per concussione e prostituzione minorile , un anno per rivelazione
di segreto); tre in fase di indagine (corruzione giudiziaria del teste
Tarantini; corruzione di decine e decine di testimoni al processo Ruby,
corruzione del senatore De Gregorio e di altri senatori) senza contare le
innumerevoli prescrizioni: due per corruzione giudiziaria (processo Mills e
Mondadori) e cinque per falso in bilancio.
Ma che
problema c’è? Basta negare in modo determinato e ragionato e proiettare ogni
colpa all’esterno.
Nella mia
pratica clinica ho incontrato e incontro quest’abilità professionale nel negare
e nel proiettare la colpa soltanto in una categoria di persone: i sex offenders intelligenti, quelli che
riescano ad integrare il narcisismo e la perversione con una particolare forza
dell’Io e con un abile ricorso alla razionalità.

1 commento:
Sono convinto che fra un centinaio di anni guarderanno con tristezza alla nostra epoca che si è perversamente imbevuta e intrisa di questo atteggiamento/approccio al tutto (dalla politica,all'informazione, all'educazione) i cui più fulgidi esemplari sono spesso coloro che a parole dicono di avversarla! Occorrerebbe una specie di Norimberga dell'educazione per affrontare apertamente ciò che con tanta forza si tenta quotidianamente di rimuovere (o almeno credo)....
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