domenica 11 agosto 2013

“UN ADULTERIO CHE NON E' SCOPERTO NON E' ADULTERIO!"

Mi dicono  che un giorno Berlusconi in un talk show riportò da conversatore brillante, quale egli è, la battuta: “Un adulterio che non viene scoperto non è adulterio!”  
Se questo risponde al vero, in questa battuta Berlusconi  ha espresso  in modo molto efficace la filosofia che l’ha sempre spinto,  la logica onnipotente che ha sempre cercato di tradurre in atto,   l’illusione che l’ha sempre animato: quella di pretendere di manipolare la realtà e la verità e, ciononostante  farla franca. Un’illusione che l’ha fatto sentire invulnerabile fino alla recente condanna della Cassazione: un’illusione a cui oggi non vorrebbe rinunciare e i tentativi di questi giorni di attaccare il giudice Esposito e di rivendicare addirittura la Grazia o l’annullamento della sentenza lo dimostrano.    

Con la sua battuta sull’adulterio forse Berlusconi pensava di essere divertente. Di certo  non si rendeva conto  di enunciare un punto fondamentale della logica della perversione: basta non fare  emergere l’adulterio, e non l’hai commesso!  Basta risultare vincenti e puoi cancellare la verità e sottrarti al confronto  con la realtà!  Dunque la vera furbizia consiste nel  truccare, nascondere, negare ciò che non vuoi che emerga,  cancellare le azioni che potrebbero creare conflitto o sofferenza e  renderle così non accadute.  
Ora si può scegliere o meno di compiere un adulterio, si può  considerare l’adulterio una scelta legittima o illegittima, si può chiamarla in questo o in quel modo (se non  piace la parola “adulterio” possiamo  chiamarla “infedeltà”), ma quell’azione che si definisce adulterio rimane tale, indipendentemente dal fatto che venga scoperta o no!  

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sono chiesta più volte come si possa realmente sentire Berlusconi dentro di sè. E' chiaramente un eccezionale manipolatore, talmente bravo che secondo me, nella sua intima realta manipolata sta addirittura bene. Qualcuno mi dica qualcosa.

Daniela ha detto...

c'è qualcosa che fa pena nella difesa onnipotente di chi si identifica con la propria maschera fino al punto da dimenticare il proprio volto umano, fragile ma vero. Purtroppo, ad ostacolare il contatto con la verità troviamo una schiera di sciacalli che, fingendo di ammirare ed apprezzare la maschera, ci lucrano, si fanno i propri interessi. Loro sanno che il re è nudo, ma lo ossequiano e lo rinforzano col loro "compiacente fingere di non sapere" (la frase è tratta da E. Jones). ciao. Daniela